La sofferenza di Cristo faceva parte del piano della salvezza

Salvati, ma non liberati

Abbiamo compreso il Vangelo come tanti altri: una buona informazione che non comporta molta trasformazione. Come ogni cristiano informato, conosciamo il piano della salvezza con la tradizionale definizione del Vangelo, cioè che Gesù Cristo è morto e resuscitato per offrirci il perdono dei peccati.

Ma, purtroppo, come molti cristiani informati, abbiamo ottenuto la salvezza senza ottenere la libertà. Sebbene una tale conoscenza sia di per sé una cosa buona, accettando Cristo siamo entrati in un circolo vizioso che il pastore Paul Coneff chiama “peccato-e-perdono” e tutti abbiamo ancora bisogno di “qualcosa di più”. 

Non si presume che i cristiani sappiano come averla vinta sulle proprie paure e fobie? La chiesa non dovrebbe forse essere un luogo dove si trova la sicurezza e la guarigione per tutti?

Scrive il pastore Coneff nel suo libro “La metà nascosta del Vangelo”:

«Dovrebbe essere così, ma nella mia esperienza pastorale lunga venticinque anni, ho notato che spesso non lo è. Al contrario, ecco ciò che vedo accadere troppo spesso: dei cristiani portano altri a Cristo dando studi biblici e introducendoli nella chiesa. Ma, dopo il battesimo, questi nuovi cristiani possono ancora trovarsi a combattere con dipendenza da cibo, alcool o pornografia, oppure possono ancora soffrire di depressione e ansietà…

Naturalmente, chi diventa un cristiano sa che queste cose sono sbagliate, per questo confessa i propri peccati e riceve il perdono. Tuttavia, non occupandosi della radice che sta al di sotto del frutto, cioè della vera causa del proprio comportamento negativo, non passa molto tempo che l’erbaccia torni a crescere nella propria vita. Di conseguenza, torna a peccare ed è di nuovo convinto di peccato; confessa e riceve ancora il perdono… Ma, scommettiamo quello che succederà? Di nuovo… Conosciamo tutti la risposta, perché siamo tutti invischiati in questo circolo vizioso. Pecchiamo, confessiamo, riceviamo il perdono... e poi di nuovo, di nuovo e di nuovo.

Che cosa succede, però, alla nostra fede, alla nostra sicurezza, dopo aver ripetuto questo ciclo più o meno una cinquantina di volte? Ovviamente cala. Ed è per questo che molti membri, nuovi battezzati, finiscono con il lasciare la chiesa...

Qual è dunque la risposta?

Considera per un momento una semplice domanda che, spesso, rivolgo al pubblico (membri di chiesa) quando presento il messaggio della metà nascosta. Prende solo un momento, ma illustra velocemente il punto che sto esponendo… Quanti quadrati vedi qui sotto?

Beh, è una domanda facile… Ce ne sono sedici e ti voglio assicurare che è quello che quasi tutti vedono quando considerano il messaggio di Gesù. Per la mia esperienza, si dà una rapida occhiata e non si va oltre. Si accetta la salvezza nel presente, ma non si percepisce tutta la forza, tutta la profondità del Vangelo…

Proprio come il diciassettesimo quadrato…

O gli altri quattro che portano a ventuno (16+1+4=21):

Di fatto, ci sono trenta singoli quadrati in questa immagine, se hai voglia di provare a trovarli! Il che significa che esiste una bella metà nascosta che la maggioranza della gente non percepisce alla prima occhiata.

Se ci troviamo tutti d’accordo che potrebbe esserci qualcosa che ci siamo persi anche nella storia di Gesù, allora dobbiamo approfondire maggiormente».

TESTI BIBLICI CHE PARLANO DELLA SOFFERENZA DI GESÙ CRISTO (tratti dalla versione della Bibbia La Nuova Diodati)

La sofferenza di Gesù Cristo faceva parte del piano della salvezza!
Senza soffrire ed essere tentato in ogni cosa, il Figlio di Dio non avrebbe mai potuto comprendere appieno l’umanità decaduta.

Lo disse lo stesso Gesù… Nel parlare ai discepoli della Sua morte, spesso si riferì alla Sua futura sofferenza come a una “necessità”:

«Da quel momento Gesù cominciò a dichiarare ai Suoi discepoli che era necessario per Lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno» (Matteo 16:21).

«Ma io vi dico che Elia è già venuto ed essi non l'hanno riconosciuto, anzi l'hanno trattato come hanno voluto; così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire da parte loro» (Matteo 17:12).

«18 Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà dato in mano dei capi dei sacerdoti e degli scribi, ed essi Lo condanneranno a morte. 19 Lo consegneranno poi nelle mani dei Gentili perché sia schernito, flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno Egli risusciterà» (Matteo 20:18-19).

«51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, stesa la mano, trasse fuori la sua spada e percosse il servo del sommo sacerdote, recidendogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: “Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che mettono mano alla spada, periranno di spada. 53 Pensi forse che Io non potrei adesso pregare il Padre Mio, perché Mi mandi più di dodici legioni di angeli? 54 Come dunque si adempirebbero le Scritture, le quali dicono che deve avvenire così?”. 55 In quello stesso momento Gesù disse alle turbe: “Voi siete usciti a prendermi con spade e bastoni, come contro un brigante; eppure ogni giorno ero seduto in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e non mi avete preso. 56 Ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture dei profeti”. Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono» (Matteo 26:51-56).

«Ed Egli, rispondendo, disse loro: “Elia veramente deve venire prima e ristabilire ogni cosa; ma come sta scritto del Figlio dell'uomo: Egli dovrà soffrire molte cose ed essere disprezzato”» (Marco 9:12).

«Egli infatti ammaestrava i Suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell'uomo sarà presto dato nelle mani degli uomini ed essi Lo uccideranno; ma dopo essere stato ucciso, risusciterà il terzo giorno”» (Marco 9:31).

«33 Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi; ed essi Lo condanneranno a morte e Lo consegneranno nelle mani dei Gentili, 34 i quali Lo scherniranno, Lo flagelleranno, Gli sputeranno addosso e Lo uccideranno, ma il terzo giorno Egli risusciterà» (Marco 10:33-34).

«È necessario che il Figlio dell'uomo soffra molte cose, sia rigettato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, sia ucciso e risusciti il terzo giorno» (Luca 9:22).

«31 Poi prese con sé i dodici e disse loro: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e tutte le cose scritte dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo si compiranno. 32 Egli infatti sarà consegnato in mano dei Gentili, sarà schernito e oltraggiato e Gli sarà sputato addosso. 33 E, dopo averlo flagellato, Lo uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà”. 34 Ma essi non compresero nulla di tutto ciò: questo parlare era per loro oscuro e non capivano le cose che erano state loro dette» (Luca 18:31-34).

«Allora Egli disse loro: “Ho grandemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi prima di soffrire» (Luca 22:15).

«6 “Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi come vi parlò, mentre era ancora in Galilea, 7 dicendo che il Figlio dell'uomo doveva esser dato nelle mani di uomini peccatori, essere crocifisso e risuscitare il terzo giorno”. 8 Ed esse si ricordarono delle sue parole» (Luca 24:6-8).

«25 Allora egli disse loro: “O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! 26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella Sua gloria?”. 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che Lo riguardavano» (Luca 24:25-27).

«44 Poi disse loro: “Queste sono le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano adempiere tutte le cose scritte a Mio riguardo nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi”. 45 Allora aprì loro la mente, perché comprendessero le Scritture, 46 e disse loro: “Così sta scritto, e così era necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti il terzo giorno”» (Luca 24:44-46).

«17 Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio» (Giovanni 10:17-18).

«Ora l'anima Mia è turbata; e che dirò: Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo io sono giunto a quest'ora» (Giovanni 12:27).

Lo predicarono i discepoli dopo la Pentecoste:

«22 Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di Lui, come anche voi sapete, 23 Egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi Lo prendeste, e per mani di iniqui Lo inchiodaste alla croce e Lo uccideste. 24 Ma Dio Lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte, poiché non era possibile che fosse da essa trattenuto» (Atti 2:22-24).

«Ma Dio ha così adempiuto le cose che Egli aveva predetto per bocca di tutti i Suoi profeti, e cioè, che il Suo Cristo avrebbe sofferto» (Atti 3:18).

«2 E Paolo, secondo il suo solito, entrò da loro e per tre sabati presentò loro argomenti tratti dalle Scritture, 3 dichiarando e dimostrando loro, che era necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti, e dicendo: “Questo Gesù che vi annunzio è il Cristo”» (Atti 17:2-3).

«22 Ma, per l'aiuto ottenuto da Dio fino a questo giorno ho continuato a testimoniare a piccoli e grandi, non dicendo nient'altro se non ciò che i profeti e Mosè dissero che doveva avvenire, 23 cioè: che il Cristo avrebbe sofferto e che, essendo il primo a risuscitare dai morti, avrebbe annunziato la luce al popolo e ai Gentili» (Atti 26:22-23).

«Conveniva infatti a Colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l'Autore della salvezza» (Ebrei 2:10).

«Infatti, poiché Egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati» (Ebrei 2:18).

«Infatti, noi non abbiamo un Sommo Sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato» (Ebrei 4:15).

«7 Nei giorni della Sua carne, con grandi grida e lacrime, egli offrì preghiere e supplicazioni a Colui che Lo poteva salvare dalla morte, e fu esaudito a motivo del Suo timore di Dio. 8 Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì, 9 e, reso perfetto, divenne autore di salvezza eterna per tutti coloro che Gli ubbidiscono» (Ebrei 5:7-9).

«11 Infatti i corpi degli animali, il cui sangue è portato dal sommo sacerdote nel santuario per il peccato, sono bruciati fuori del campo. 12 Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, ha sofferto fuori della porta» (Ebrei 13:11-12).

«10 Intorno a questa salvezza ricercarono e investigarono i profeti che profetizzarono della grazia destinata a voi, 11 cercando di conoscere il tempo e le circostanze che erano indicate dallo Spirito di Cristo che era in loro, e che attestava anticipatamente delle sofferenze che sarebbero toccate a Cristo e delle glorie che le avrebbero seguite» (1 Pietro 1:11).

«A questo infatti siete stati chiamati, perché Cristo ha sofferto per noi, lasciandoci un esempio, affinché seguitate le sue orme» (1 Pietro 2:21).

«Perché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gl'ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte nella carne, ma vivificato dallo Spirito» (1 Pietro 3:18).

Lo avevano predetto le profezie dell’Antico Testamento:

«14 Allora l'Eterno Dio disse al serpente: “Poiché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le fiere dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. 15 E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno”» (Genesi 3:14-15).

«1 Dio Mio, Dio Mio, perché Mi hai abbandonato? Perché sei così lontano e non vieni a liberarmi, dando ascolto alle parole del Mio gemito?... 6 Ma Io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini e disprezzato dal popolo. 7 Tutti quelli che Mi vedono si fanno beffe di Me, allungano il labbro e scuotono il capo, 8 dicendo: “Egli si è affidato all'Eterno; Lo liberi dunque, Lo soccorra, poiché Lo gradisce”. 9 Certo, Tu sei colui che Mi hai tratto fuori dal grembo materno; mi hai fatto avere fiducia in Te da quando riposavo sulle mammelle di Mia madre. 10 Io fui abbandonato a Te fin dalla Mia nascita; Tu sei il mio Dio fin dal grembo di Mia madre. 11 Non allontanarti da Me, perché l'angoscia è vicina, e non c'è nessuno che Mi aiuti. 12 Grandi tori Mi hanno circondato, potenti tori di Bashan Mi hanno attorniato; 13 essi aprono la loro gola contro di Me, come un leone rapace e ruggente. 14 Sono versato come acqua, e tutte le Mie ossa sono slogate; il Mio cuore è come cera che si scioglie in mezzo alle Mie viscere. 15 Il Mio vigore si è inaridito come un coccio d'argilla e la Mia lingua è attaccata al Mio palato; Tu Mi hai posto nella polvere della morte. 16 Poiché cani Mi hanno circondato; uno stuolo di malfattori Mi ha attorniato; Mi hanno forato le mani e i piedi. 17 Io posso contare tutte le Mie ossa; essi Mi guardano e Mi osservano. 18 Spartiscono fra loro le Mie vesti e tirano a sorte la Mia tunica» (Salmo 22:1,6-18).

«1 Salvami, o Dio, perché le acque sono giunte fino alla gola. 2 Sono affondato in un profondo pantano e non trovo alcun punto d'appoggio; sono giunto in acque profonde, e la corrente Mi travolge. 3 Sono stanco di gridare, la Mia gola è riarsa; i Miei occhi si consumano nell'attesa del Mio Dio. 4 Quelli che Mi odiano senza motivo sono più numerosi dei capelli del Mio capo… 7 Per amor Tuo Io soffro vituperio, e la vergogna Mi copre la faccia. 8 Io sono diventato un estraneo per i Miei fratelli e un forestiero per i figli di Mia madre. 9 Poiché lo zelo della Tua casa Mi ha divorato, e gli oltraggi di chi Ti oltraggia sono caduti su di Me… 20 L'oltraggio Mi ha rotto il cuore e sono tutto dolente; ho aspettato chi Mi confortasse, ma invano; ho atteso chi Mi consolasse, ma non ci fu alcuno. 21 Mi hanno invece dato fiele per cibo, e per dissetarmi Mi hanno dato da bere dell'aceto» (Salmo 69:1-4a,7-9,20,21).

«Ho presentato il Mio dorso a chi Mi percuoteva e le Mie guance a chi Mi strappava la barba; non ho nascosto il Mio volto all'ignominia e agli sputi» (Isaia 50:6).

«13 Ecco, il Mio servo prospererà e sarà innalzato, elevato e grandemente esaltato. 14 Come molti erano stupiti di Te, così il Suo aspetto era sfigurato più di quello di alcun uomo, e il Suo volto era diverso da quello dei figli dell'uomo, 15 così Egli aspergerà molte nazioni; i re chiuderanno la bocca davanti a Lui, perché vedranno ciò che non era mai stato loro narrato e comprenderanno ciò che non avevano udito» (Isaia 52:13-15).

«1 Chi ha creduto alla nostra predicazione e a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno? 2 Egli è venuto su davanti a Lui come un ramoscello, come una radice da un arido suolo. Non aveva figura né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza da farcelo desiderare. 3 Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si nasconde la faccia, era disprezzato, e noi non ne facemmo stima alcuna. 4 Eppure Egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori; noi però Lo ritenevamo colpito, percosso da Dio ed umiliato. 5 Ma Egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è su di Lui, e per le Sue lividure noi siamo stati guariti. 6 Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l'Eterno ha fatto ricadere su di Lui l'iniquità di noi tutti. 7 Maltrattato e umiliato, non aperse bocca. Come un agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori non aperse bocca. 8 Fu portato via dall'oppressione e dal giudizio; e della Sua generazione chi rifletté che era strappato dalla terra dei viventi e colpito per le trasgressioni del mio popolo? 9 Gli avevano assegnato la sepoltura con gli empi, ma alla Sua morte fu posto col ricco, perché non aveva commesso alcuna violenza e non c'era stato alcun inganno nella Sua bocca. 10 Ma piacque all'Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire. Offrendo la Sua vita in sacrificio per il peccato, Egli vedrà una progenie, prolungherà i Suoi giorni e la volontà dell'Eterno prospererà nelle Sue mani. 11 Egli vedrà il frutto del travaglio della Sua anima e ne sarà soddisfatto; per la Sua conoscenza, il giusto, il Mio servo, renderà giusti molti, perché si caricherà delle loro iniquità. 12 Perciò Gli darò la Sua parte fra i grandi, ed Egli dividerà il bottino con i potenti, perché ha versato la Sua vita fino a morire ed è stato annoverato fra i malfattori; Egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori» (Isaia cap. 53).

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